Mastro del Cuore/plenilunio in Toro
Questo Plenilunio di fine ottobre è il plenilunio del Fuoco Custodito, quando la Terra incontra l’Acqua e il Cielo si fa Specchio
C’è un momento, nell’anno, in cui il respiro del cosmo sembra trattenersi.
È quello in cui la Luna, gonfia di luce, si leva nel segno del Toro, mentre il Sole scorpiona nelle profondità delle acque.
È il 26 ottobre, un plenilunio che non è semplicemente un evento astronomico, ma un rito cosmico di passaggio, un ponte gettato tra due mondi che sembrano inconciliabili e che, proprio per questo, si cercano, si sfidano, si completano.
Il Toro e lo Scorpione sono due segni antipodi, l’asse della materializzazione e della dissoluzione.
Da un lato la terra che costruisce, che custodisce, che dà forma e sostanza.
Dall’altro l’acqua che dissolve, che penetra, che trasforma radicalmente.
È l’asse delle risorse e dei valori, di ciò che possediamo e di ciò che dobbiamo lasciar andare.
In questo asse, l’umanità intera gioca la sua partita più antica, quella tra l’attaccamento e la liberazione.
E noi, in questo plenilunio, siamo chiamati a essere testimoni consapevoli di questo dialogo.
Qoph è l’Archetipo della Luna Nascosta
A guidarci è Qoph, diciannovesima lettera dell’alfabeto sacro ebraico. Il suo nome significa “scimmia”, ma anche “ago”, “occhio”, e la sua forma richiama la curva della nuca, il punto in cui il cervello incontra il midollo, dove la vita si fa impulso puro, istinto primordiale.
Qoph è la lettera dei mondi sommersi, delle correnti invisibili che muovono le maree dell’anima.
Nella tradizione cabalistica, Qoph appartiene al sentiero che collega Netzach a Yesod, la Vittoria al Fondamento, e rappresenta quel momento in cui l’energia spirituale, dopo aver trionfato nelle sfere alte, deve discendere nella materia e radicarsi.
È il mistero della fecondazione, della gestazione, del seme che muore nella terra per rinascere.
Qoph è correlata all’Arcano Maggiore del Sole, il XIX.
E qui si apre un paradosso che è pura poesia alchemica.
La lettera della luna nascosta, dell’oscurità fertile, è legata alla carta della luce radiante, della coscienza che si svela.
Come se l’Universo ci dicesse che è proprio nelle profondità, nel grembo dell’inconscio, che si accende la vera illuminazione.
Il Sole dei Tarocchi non è il sole dell’ego che acceca, ma il Sole del cuore, la coscienza che splende dopo aver attraversato la notte.
È il bambino nudo che gioca sotto i raggi, libero dalla vergogna, riconciliato con la propria innocenza.
Qoph e il Sole insieme ci parlano di un percorso iniziatico.
Solo chi accetta di scendere nelle proprie acque oscure può emergere trasfigurato nella luce.
Ottobre, ci dicono, è governato dal Mastro del Cuore.
Non un signore qualunque, ma il Pericardio, quella membrana sottile, quasi invisibile, che avvolge il muscolo cardiaco e lo protegge. È il Ministro degli Interni dell’Impero del corpo, colui che filtra, che media, che impedisce agli eccessi di travolgere il centro.
Il Mastro del Cuore è un equilibratore osmotico.
Lascia passare ciò che nutre, blocca ciò che danneggia.
Protegge dalla troppa emotività, sia quella luminosa che quella oscura, perché sa che il cuore, per battere a lungo, ha bisogno di calore misurato, non di incendi.
Eppure, questo guardiano appartiene all’elemento Fuoco. Non un fuoco qualunque.
È un Fuoco Imperiale, nobile, che raggiunge la sua massima espressione nelle ore serali, quando il giorno muore e la notte si apre.
È il fuoco che scalda il focolare, che illumina senza bruciare, che veglia mentre il mondo dorme.
Marte governa questo fuoco, come governa l’Ariete, segno di inizio, di slancio, di conquista.
Ma qui, nel cuore di ottobre, Marte non è il guerriero che assalta le mura.
È il soldato che monta la guardia, che custodisce il tesoro più prezioso.
La sua forza è disciplina, non aggressione. La sua passione è devozione, non possesso.
E allora ecco il mistero di questo plenilunio.
La Luna Piena in Toro, segno di terra, femminile, ricettivo, ci chiede di gestire con maestria la potenza del Fuoco.
Non di spegnerlo, non di reprimerlo, ma di governarlo come un imperatore saggio governa il suo regno.
Ma il Toro da solo non basterebbe. È lo Scorpione, segno d’acqua e di profondità, che stempera questo fuoco.
L’acqua dello Scorpione non è quella limpida e superficiale del ruscello
È l’acqua stagnante e potente della palude, l’acqua che trasforma, che dissolve le scorie, che permette la putrefazione necessaria alla rinascita.
Lo Scorpione è l’antidoto all’arroganza del fuoco.
È l’umiltà dell’acqua che accoglie, che contiene, che spegne le fiamme dell’ego per lasciar emergere la brace dell’anima.
In questo dialogo tra Toro e Scorpione, tra terra e acqua, tra fuoco custodito e fuoco stemperato, si gioca la nostra maestria interiore.
Perché il Mastro del Cuore, per guidarci, necessita del nostro esperire.
Ha bisogno che attraversiamo situazioni che mettano alla prova il nostro bilanciamento.
Non possiamo imparare a custodire il cuore senza essere stati tentati di bruciarlo o di spegnerlo.
C’è un’immagine che attraversa i secoli e le tradizioni: il Sacro Cuore, il cuore trafitto, il cuore ardente, il cuore che contiene l’infinito.
Non è un simbolo devozionale fine a sé stesso.
È la mappa di un percorso evolutivo.
Il Sacro Cuore è il punto in cui materia e spirito si incontrano.
È il Toro che incontra lo Scorpione. È la terra che accoglie l’acqua.
È il fuoco che, invece di distruggere, trasfigura.
Custodire il Sacro Cuore significa riconoscere che dentro di noi c’è un centro inviolabile, un luogo dove nessuna ferita può arrivare, dove nessun fuoco può bruciare definitivamente.
Ma significa anche accettare che questo centro è custodito da un guardiano esigente, il Mastro del Cuore, appunto, che ci chiede di fare la nostra parte, di portare esperienza, di non pretendere protezione senza aver prima imparato a proteggere.
Lasciamo che questo plenilunio ti parli.
La Luna in Toro ci chiede cosa stiamo custodendo.
Quali sono le risorse, i valori, gli affetti che vugliamo proteggere.
Lo Scorpione, dal canto suo, ci sussurra cosa dobbiamo lasciar morire
Quali attaccamenti ci impediscono di rinascere
E Qoph, la lettera nascosta, ci svela il segreto.
La luce che cerchiamo è già dentro di te, sepolta nelle profondità.
Non dobbiamo conquistarla con la forza.
Dobbiamo scavare con pazienza, con coraggio, con quella maestria che solo l’esperienza può donare.
Il Mastro del Cuore veglia su di noi. Ma non può fare tutto da solo.
Ha bisogno del nostro esperire, della nostra disponibilità a metterci in gioco.
Della nostra umiltà nel riconoscere che il fuoco, per essere luce, deve essere custodito.
Che questo plenilunio possa essere, per noi, un momento di radicamento e di apertura. Radicamento nella terra del Toro. Apertura nelle acque dello Scorpione.
E che il Sole di Qoph, il Sole del cuore, possa illuminare il nostro cammino verso quella maestria interiore che è, in fondo, la più alta forma d’amore.
È l’amore per se stessi, per gli altri, per la vita stessa.
Affinché il Fuoco Imperiale scaldi senza bruciare
Affinché l’Acqua Profonda purifichi senza disperdere.
Affinché la Terra Fertile sostenga senza imprigionare
E che il Sacro Cuore, custodito con maestria,
possa battere al ritmo dell’Universo.
Tiziana Fenu
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